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vineri, mai 24, 2024
INSPIRAȚIE ROMÂNEASCĂ

Non c’è adolescenza senza crisi! 

Trebuie citit

Accogli con fiducia i miei passi

Autore: Dott.ssa Natalia Elinoiu, Psicologa-Psicoterapeuta

L’adolescenza è vissuta come periodo di particolare criticità, è il tempo del cambiamento e della messa in contrasto, un’età caratterizzata non solo dalla rottura rispetto alla propria infanzia ma anche dal movimento verso il futuro. 

Chi sono io?  È la domanda cardine a cui ogni ragazzo o ragazza cerca di rispondere. Questo perché, in tale periodo, i ragazzi hanno bisogno di confrontarsi, sperimentarsi, vivono un’incertezza e una confusione di fondo, vivono con incertezza anche la propria identità, cercando di comprendere quali sono i propri gusti, i propri credo, i propri obbiettivi. I valori, i modelli, le regole che fino a quel tempo erano sante, tendenzialmente non valgono più. In questa fascia di età gli adolescenti comunicano quello che hanno dentro con modalità a volte non comprensibili agli occhi del genitore. Hanno bisogno di mostrarsi indipendenti dalle figure genitoriali e, soprattutto, essere accettati dai loro pari, essere guardati e apprezzati hanno un notevole valore per loro. Questa, inoltre, è la fase della vita in cui si compiono una serie di cambiamenti fisici ma anche cambiamenti dal punto di vista dell’abbigliamento.

“Mi sento diversa, sola dentro e fuori, nessuno mi capisce…mi vergogno di me stessa”, sono le parole con cui E. descrive il suo malessere. Invece, la mamma descrive sua figlia come un estraneo che “mi fa paura, non la riconosco più…tutti i suoi cambiamenti mi spaventano e non riesco aiutarla”. 

Gli adolescenti „si vedono” diversi oltre al „sentirsi” diversi. Il „diverso da sé” assume più valori: è lo sguardo verso il proprio mondo interno che si modifica e porta alla fatica a comprendere e riconoscere, il secondo valore riguarda lo sguardo verso un corpo che riveste tratti differenti, è lo sguardo nello specchio che riflette un’immagine nuova di sé ed è anche lo sguardo che arriva dalle altre persone. Non sono più gli occhi di mamma e papà a essere i soli importanti, a valorizzare, a rimandare l’immagine di chi si è, anche il confronto con il sociale diventa altrettanto fondamentale. Quanto fa arrabbiare il genitore vedersi la figlia davanti allo specchio per minuti e minuti? Quanti hanno capito perché lo sta facendo? In questa fase evolutiva il rapporto con lo specchio cambia e acquista un’importanza fondamentale, dato che costringe al soggetto un momento di confronto. Ogni ragazzo assegna valori e significati differenti rispetto a quanto sta succedendo e l’immagine rimandata può essere più o meno gradevole, incompleta, può piacere ma anche essere disprezzata. In qualunque caso, ognuno deve confrontarsi con queste nuove trasformazioni corporee, non sempre semplici da accettare e integrare. A questo punto, il corpo può essere fonte di orgoglio oppure di vergogna, imbarazzo ed isolamento. Questo perché le sue trasformazioni non chiedono il consenso prima di arrivare e non sempre rispettano i tempi soggettivi e la maturazione psichica del soggetto, che può essere sorpreso impreparato.

Gli adolescenti, dunque, cercano una modalità per rendere meno estraneo quel fisico, la fatica non è indifferente ed è importante che possa essere riconosciuta e accolta dai genitori. Inoltre, durante l’adolescenza avviene il primo considerevole incontro con un corpo alloggiato dalle pulsioni, che schiacciano, fanno paura e che sono difficili da gestire, rimanda a sé e agli altri una nuova immagine.

Il passaggio dal cucciolo di casa a un quasi sconosciuto spaventa il genitore e lo porta a non gestire il figlio o, senza rendersi conto, lo porta ad allontanarsi da lui, però è una tappa importante della crescita ed è importante ad avere figure che aiutino a comprendere perché non assomiglia al suo attore o cantante preferito, ma alla sua famiglia, che ha una sua bellezza, figure che aiutino ad accogliere la “metamorfosi” e a mettere in luce gli aspetti positivi di sé e di questo periodo. 

La crescita è tanto attesa dall’adolescente, però, quando i pensieri, il corpo, le relazioni si modificano, lo fanno spesso con un’impulsività e un’imprevedibilità che possono disorientare e mettere in crisi.

Isolarsi, diventare invisibili, scomparire, a volte, è l’unica strada dell’adolescente per affrontare questa sofferenza. Tutto, naturalmente, dipende dallo stato di disagio in cui si trovano e anche dalle loro risorse interne ed esterne. Questa sofferenza possa essere evidenziata attraverso alcuni sintomi abbastanza rilevanti: rifiuto di andare a scuola, scarso rendimento scolastico, tendenza a nascondersi, umore depresso, inadeguata autostima e poca partecipazione in casa, apatia, ambivalenza, confusione, limitata o assente adesione alla vita sociale.

I ragazzi senza un modello famigliare funzionale, si trovano a sperimentare nuove solitudini e vengono facilmente influenzati dagli stili di vita proposti dai mass media, da internet e dalla televisione. Modelli che provocano comportamenti a rischio.

Non è facile gestire un ragazzo in piena fase di cambiamento. Serve tantissima flessibilità mentale per capirlo, le cose che veramente soni importante per loro è l’accoglienza, l’ascolto e la presenza anche quando sembra che non lo apprezzino o che non diano soddisfazioni o che a loro non importi. Bisogna aiutare i ragazzi anche a muoversi nell’incertezza e nella instabilità, non fare per loro, ma fare con loro e farli fare, devono imparare a scegliere, a decidere, a desiderare e a trovare il piacere in ciò che fanno per far crescere la motivazione e la spinta di andare avanti senza fretta, ma senza sosta, ognuno con i suoi mezzi e con i suoi tempi. A volte i figli hanno solo bisogno di fiducia, essere ascoltati e riconosciuti.

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