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vineri, iunie 21, 2024
INSPIRAȚIE ROMÂNEASCĂ

Intervista a Luminiţa Țăranu, artista romena che vive in Italia dal 1987

Trebuie citit

di Vincenzo Fiore

Nata a Lugoj, a due passi dal Danubio, dove scopre la passione per il disegno, Luminita Taranu vive in Italia dal 1987.

Potrebbe descriverci brevemente il suo percorso artistico, indicandoci le coordinate del suo stile e le principali esposizioni delle sue opere?

Nata a Lugoj, Romania, mi sono laureata all’Accademia di Belle Arti di Bucarest nel 1985. Titolo equipollente rilasciato dall’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1993. Nel 1987 ho ottenuto la Borsa Nazionale dell’UAP della Romania. Dal 1987 vivo e lavoro in Italia. 

Il filo conduttore del mio lavoro è la metamorfosi come metodo di lavoro e di ricerca, sia in forma grafica e pittorica che nella costruzione di installazioni mega-oggettuali, digitali, e performance. Partendo dalle tavole anatomiche, ho lavorato sul concetto del tempo come memoria soggettiva: “Trittico”, Centro di arte sperimentale L. Di Sarro, Roma, 1988; il rapporto postclassico tra il corpo umano e il corpo umano opera d’arte: “Doppio4Verso”, Museo Scuderie Aldobrandini, Frascati (RM) e “Metamorfosi – Percorsi” al museo MAGI’900, Pieve di Cento (BO), 2002; le evocazioni mentali e materiche; l’inserimento di restauro che attribuisce alla mia opera la dimensione del tempo: “ARTAE” a Ferrara, Milano e Roma, 1991; la crisi ambientale, il rapporto uomo-natura, la multiculturalità: “COWMAN of the world”, progetto selezionato alla manifestazione inaugurale del MUSE di Trento, 2013; il tempo come memoria oggettiva attraverso l’interpretazione della materia archeologica e la connessione tra l’antico e il contemporaneo: “Columna mutātio – Itineraria picta”, 2013/2014; “Columna mutãtio – LA SPIRALE”, 2017/2018, Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, Roma. “METAMORFOSI – ITINERARIA PICTA. Fregio – Project room”, IRCRU Venezia, 2021; “METAMORFOSI”, Ambasciata di Romania in Italia, aperta in occasione alla Notte dei Musei a Roma, 2022.

Perché ha scelto di aderire al progetto intorno al Premio poesia “Dieter Schlesak e Vivetta Valacca”?

Ho saputo del Premio di poesia “Dieter Schlesak e Vivetta Valacca” da Antonio Di Gennaro e mi ha convinto la motivazione puramente culturale che ha portato alla sua istituzione, la qualità della creazione dei due grandi poeti uniti in amore attraverso la lirica, la peculiarità del loro dialogo di grande valore poetico e l’aspetto internazionale del Premio, considerando che Dieter Schlesak era di origine romena, quindi mio connazionale, la cui opera mi entusiasma e apprezzo tantissimo.

È la prima volta che una sua opera nasce dal confronto con la poesia? Esistono dei limiti al confronto fra le diverse arti?

La prima bellissima esperienza risale all’ultimo anno di Accademia, quando ho creato attraverso la litografia la serie di illustrazioni per il libro “L’onore perduto di Katharina Blum”, di Heinrich Boll. Più tardi ho illustrato due libri di poesie della poetessa e scrittrice Georgeta Iliescu, realizzando anche delle copertine per alcuni suoi romanzi.

Le esperienze che mi hanno arricchito spiritualmente sono state le due mostre alle quali sono stata invitata dallo storico e il critico d’arte Giorgio Di Genova, organizzate dalla Fondazione Casa di Dante Alighieri in Abruzzo, Torre de’ Passeri, progetto incredibile che ha conosciuto 48 edizioni: “Le donne nel Paradiso di Dante”, 2013 e “Dante e l’Antica Roma nella Divina Commedia”, 2017, Palazzo Aurum – Pescara, con cataloghi pubblicati da Ianieri Edizioni. Per realizzare le opere, ho studiato immergendomi nel mondo della Divina Commedia. Il mio è stato un lavoro di ricerca e poi di ispirazione, e sono sicura che soltanto attraverso l’immersione nella conoscenza si può interpretare visivamente il mondo dell’opera poetica. 

La sua opera si intitola L’Abbraccio. Come è nata l’idea di questo lavoro? 

L’opera è frutto della mia ricerca sulla lirica del dialogo tra i due poeti, tra la voce maschile e la voce femminile come autentico inno all’Amore. Ho creato una composizione verticale composta da due parti distinte ma compenetranti: la parte destra fa riferimento all’espressione poetica di Dieter Schlesak (scrittura in tondo) e la parte sinistra all’espressione poetica di Vivetta Valacca, (scrittura in corsivo). L’immagine inizia, in alto, con la suggestione di un abbraccio (mio tuo corpo), sostenuta a destra dalla curvatura spazio-temporale. È popolata da elementi che disegnano la struttura del loro mondo poetico e che ho scelto anche per la carica concettuale, molto vicina al mio linguaggio visivo grafico-pittorico. Per le liriche di Dieter Schlesak, caratterizzate dal distacco filosofico verso il mondo e la concretezza della sua struttura: il “corpo segno” nel paesaggio, la dominante del colore ROSSO, gli atomi come elementi basilari dell’esistenza fisica materica: “segno d’ombra” e “contorni”, “antichi sentimenti” e il “mondo nuovo”. Per le liriche di Vivetta Valacca ho riportato il suo linguaggio fluido, attraverso la dominante calda, gialli sfumati e fusi. Lei racconta l’amore attraverso il sentire, come dedizione assoluta, come apertura e fusione infinita dell’amore nella luce, la materia è liquida: “Sono come un albero dal cuore di linfa”, “…il mio /corpo foglio bianco/e tuo”. La scrittura fa parte del mio linguaggio pittorico; in questo caso le parole che ho utilizzato sono parte segnica della composizione, diventando al loro turno immagine: parola, corpo segno, Ma chi conosce la Luce / è l’Amore.

La cerimonia di premiazione del Premio di poesia edita “Dieter Schlesak e Vivetta Valacca” si è svolta in data 24 settembre 2022, presso la suggestiva location del Museo di arte contemporanea – CAM di Casoria (NA), la cerimonia di premiazione del Premio di poesia edita “Dieter Schlesak e Vivetta Valacca”.

Sei artisti tra qualli Luminiţa Țăranu, Prisco De Vivo, Claudia Mandi, Serena Nono, Sergio Riviera, Gennaro Scarpetta, hanno gentilmente donato le meravigliose opere pittoriche, appositamente realizzate su ispirazione della poetica di Valacca e Schlesak, e quindi assegnate ai vincitori del Premio. 

Il direttore artistico di questo evento è stato Antonio Di Gennaro, saggista e studioso di Emil Cioran, Joë Bousquet e Pedro Salinas. Da anni svolge un’intensa attività di ricerca sui testi inediti di questi autori.

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