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joi, mai 23, 2024
INSPIRAȚIE ROMÂNEASCĂ

Intervista con Massimiliano Raso, l’italiano che ama la Romania

Trebuie citit

Massimiliano Raso è nato nel golfo di Gaeta, a Formia, in Italia. Laureato alla Facoltà di Storia, ci racconta della sua passione per i viaggi, e come è arrivato a girare per l’Europa: “Sono un italiano che si sente cittadino del mondo, appassionato di viaggi, sempre alla scoperta di nuovi luoghi da ammirare. Prima di iniziare a viaggiare, per dire così, seriamente, ho svolto decine di attività nel mondo della cultura”, ha detto alla rivista IR.

Dopo aver terminato le scuole superiori, ha seguito un corso internazionale di lingue straniere con l’obiettivo di lavorare nel mondo del turismo, ma il suo destino era già scritto per fare altro, così ha fatto la Facoltà di Lettere e Filosofia.

È un turista prezioso, con voglia di scoprire la cultura, il cibo, partecipare ad eventi, conoscere le persone, e allo stesso tempo, fa conoscere la meravigliosa Europa, a chi non ha la possibilità di viaggiare.

Come prima domanda vorrei sapere se si documenta prima di viaggiare, se legge un po’ in anticipo su ogni Paese che visita o preferisce scoprire le cose al momento?

Decisamente si. Quando si parte per un viaggio bisogna sempre documentarsi. Conoscere la storia della nazione in cui si è diretti, le sue tradizioni, è il minimo che si possa fare. Con l’avvento del web, va detto, è diventato tutto più veloce, anche la disponibilità delle informazioni è più facilmente reperibile, bisogna stare attenti, però, alle fake news.

Quando è andato in Romania per la prima volta e perché?

La prima volta che sono andato in Romania risale a diversi anni fa, lo ricordo bene quel giorno. Atterrai all’aeroporto di Bucarest. Era un pomeriggio d’estate. Taxi gialli. Gente con tante borse. E le “maršrutka”, un tipico trasporto di origine russo, praticamente sono dei ducati sistemati per trasportare persone. In quei mezzi avrei attraversato tutta la Romania. Come quella volta che dovevo recarmi nella cittadina di Onesti, nella contea di Bacau, nella regione della Moldova rumena. Una traversata oceanica di circa 400 km in una vecchia vettura di stampo sovietico da Bucarest ad Onesti. Avevo conosciuto la più bella e intelligente ragazza della Romania, dovevo affrontare assolutamente quel viaggio. Nonostante il mezzo non fosse particolarmente comodo, tutto mi sembrava una passeggiata. Attraversai paesaggi mozzafiato, la natura in Romania non ha uguali in Europa. Durante il percorso, oltretutto, si facevano tappe in luoghi a volte caratteristici, incominciai a vedere le tradizioni locali. E anche stare con tante persone, in poco spazio, che mi parlavano in una lingua all’epoca sconosciuta, mi appariva meraviglioso. Il perché è facile comprenderlo, e sono stato fortunato.

C’è qualcosa che la “collega” alla Romania?

Una mia amica rumena un giorno mi disse: “Max sei un rumeno mancato”, e ancora “in un’altra vita eri rumeno”. Io dico che la Patria è dove una persona si sente a casa, dove vive bene. Certamente, mi collega la Storia, il passato della Romania s’intreccia con personaggi e fatti, sia storicamente che culturalmente, molto simili all’Italia. Dall’antica Roma ai totalitarismi del Novecento.

Quante città ha visitato in Romania?

Molte. Posso fare un breve elenco: Bucarest, Cluj, Timisoara, Brasov, Iasi, Bacau, Onesti, Slanic, Sinaia, Costanza, Mamaia, Sibiu, Bran, ecc. Ogni città, ogni luogo mi ha lasciato un segno profondo nel cuore in termini di grandi emozioni.

Quale città le è rimasta nel cuore?

È difficile rispondere a questa domanda. Direi che tutte le città della Romania mi hanno spezzato il cuore. Ogni città ha la sua traccia culturale, la sua essenza, l’atmosfera che si respira, la sua gente. Posso dire che mi sento molto bene quando sono a Iasi. Intanto perché è immersa nel verde, la vita è allo stesso tempo intensa e semplice. È una città universitaria, ci sono tanti giovani e si avverte la presenza culturale. Mi piacciono i suoi paesaggi circostanti, i tanti monasteri dove è possibile respirare un’ambientazione religiosa pura.

Tra i piatti specifici rumeni, quale le piace di più?

La cucina è uno dei tasti dolenti quando si mettono a confronto due culture diverse. Gli italiani, che sono suscettibili per natura quando si parla di cibo, difficilmente, infatti, prediligono altre cucine nel mondo. A mio parere, però, la cucina rumena è tra le migliori in Europa e non solo. Penso a piatti come la Ciorba, Sarmale, Tochitura, Mici. Per non parlare dei dolci, dei vini pregiati, la Romania non teme rivali neanche a confronto con giganti del settore come i francesi e gli italiani stessi. Insomma, mi faccio garante della cucina rumena e dico che va provata assolutamente. Deliziosa.

Prima del suo arrivo, come pensava che fosse?

Sarò sincero. Non ho mai avuto pregiudizi. Non sapevo molto della Romania. Negli anni novanta, e i primi del 2000 frequentavo il mondo latinoamericano, avevo intrapreso alcuni viaggi in America, ai Caraibi, non ero informato molto sulla vita dei Paesi dell’Est Europa. Informandomi, venendo a contato con questa parte del mondo, con gli anni scoprii una realtà sociale fatta di sofferenza dovuta a privazioni a fronte di sacrifici e grandi lotte di liberazione di un popolo molto fiero. Stimo la Romania, una nazione che ha saputo col tempo costruirsi uno spazio nel mondo.

Cosa le è rimasto nell’anima dopo aver visto la Romania? come sono le persone?

La Romania non è una nazione, la Romania è una passione. Non si va in Romania per una vacanza, si va in Romania per vivere un’esperienza. Per sentire sulla propria pelle la vivacità culturale della gente del posto. Ammirare le loro antiche tradizioni rurali ancora vive nella società, in Italia, se escludiamo la Sardegna, non ci sono più, se non in rivisitazioni annuali. La capacità di sopravvivere dei rumeni, di essere sé stessi, sempre, è straordinaria. Lasciare la propria famiglia in massa (la famosa diaspora), recarsi all’estero, in Italia soprattutto, fare lavori spesso umilianti. I rumeni si rimboccano le maniche, girano il mappamondo, toccano con mano un punto preciso, e vanno. Mi è rimasto questo nell’anima, la loro determinazione!

Come mai consiglia di visitare la Romania?

L’idea che le persone vadano tutte nelle solite classiche mete turistiche super affollate, noiose e carissime. Ho iniziato a promuovere la Romania sui miei canali social e non solo, affinché la gente sappia che c’è un mondo tutto da scoprire in terra di Dacia. Natura, arte, cultura e tradizioni millenarie. Autentiche. Uscire da quel meccanismo pubblicitario, spesso ingannevole, dove si va tutti a vedere le stesse cose. In Romania c’è tanta bellezza e si possono abbinare vacanze per ogni gusto.

Qual è il suo prossimo viaggio in Romania?

Ricevo molti inviti per la Romania. I rumeni sono persone accoglienti. Sto progettando un tour nella più autentica delle zone della Romania, Maramures. Non escludo una visita ad Oradea. Comunque, anche questa estate sarà all’insegna della Romania, ha detto Massimiliano.

La sua vita è una continua avventura, con vantaggi e svantaggi, ma vuole vivere così, finché ci sia ancora la curiosità e la voglia di visitare posti nuovi, perché la bellezza è davvero ovunque, e se possibile, dobbiamo godere della loro bellezza.

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