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joi, noiembrie 30, 2023
INSPIRAȚIE ROMÂNEASCĂ

UNA PAROLA PER VOLTA

Trebuie citit

Francesco Altieri

C’è una cosa molto importante, che dovrebbe restare nel cuore di ogni persona costretta a lasciare la propria terra per cercare una vita migliore: questa cosa è la sua lingua. Tra coloro che hanno lasciato la Romania negli ultimi anni, in cerca di una vita più serena, la lingua romena è naturalmente ben diffusa ed utilizzata: ma quale sarà il futuro di questa lingua quando le generazioni scorreranno, ed i figli dei figli di quelli che sono emigrati saranno rimasti da soli a rappresentare la loro cultura di origine?

Una banale legge linguistica ci dice che una lingua, ‘esportata’ in un paese diverso, resiste non più di tre generazioni. I figli degli emigrati la parleranno con i propri genitori, in alternativa alla lingua del paese nel quale si trovano; ed i loro figli ne conserveranno una piccola parte per colloquiare con i nonni. La quarta generazione non ne avrà più bisogno, e tenderà a rimuoverla dal proprio patrimonio culturale, a meno che non si operi per preservarla.

Gli Italiani emigrati all’inizio del secolo scorso hanno costituito, ad esempio, delle enclave culturali, come per esempio a Brooklin,  New York, dove l’italiano, sia pure pesantemente contaminato da espressioni angloamericane, è realmente lingua corrente. Anche i Romeni, se lo vorranno, potranno tentare una strada simile. E per questo nasce la nostra piccola rubrica, che cercherà di raccontare, soprattutto ai Romeni di seconda generazione, qualche parola della tradizione.

Oggi tocca alla parola ie, che identifica un oggetto notissimo dell’abbigliamento romeno, la camicia  indossata nelle feste e negli eventi nei quali i Romeni tendono a sottolineare la propria appartenenza etnica. La ie è molto antica, e diversi etnografi romeni hanno sottolineato il fatto che già nei bassorilievi della Colonna Traiana apparissero individui che portavano indumenti simili. Un elemento che tra poco vi riveleremo quanto reale sia.

La ie è molto spesso bianca (ma esistono anche versioni nere e di altri colori), ed è ricamata con disegni che identificano chiaramente la regione romena di provenienza di chi la indossa. E’ unisex nelle decorazioni, non nella foggia, e spesso capita di vedere coppie ‘uguali’. E che cosa ci dice che è cosi antica? Lo stesso nome: Ie è una contrazione dal latino (vestis) linea, veste ricamata. Il che significa che dopo l’invasione romana ha ricevuto il suo attuale nome.

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